Catalogo prodotti Euromed
Neonatologia
Bilirubinometro a capillare per la misurazione rapida e accurata della bilirubina sierica da campioni di sangue capillare.
Il bilirubinometro a capillare consente la misurazione della concentrazione di bilirubina totale e delle sue frazioni su un campione di sangue capillare. Il prelievo capillare dal tallone del neonato fornisce un volume ridotto ma sufficiente per l'analisi.
Il principio di misura si basa sull'analisi spettrofotometrica del campione, con accuratezza paragonabile ai metodi di laboratorio tradizionali. Il risultato è disponibile in pochi minuti.
L'utilizzo del bilirubinometro capillare al letto del paziente (Point-of-Care) riduce significativamente il tempo di risposta rispetto all'invio al laboratorio centrale.
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Bilirubinometro transcutaneo per la misurazione non invasiva della bilirubina, riducendo la necessita' di prelievi ematici nei neonati.
Il bilirubinometro transcutaneo è un dispositivo utilizzato per la stima non invasiva dei livelli di bilirubina nel neonato, rappresentando uno strumento di screening ampiamente impiegato nella valutazione dell’ittero neonatale. A differenza dei metodi basati su prelievo ematico, questo sistema consente di ottenere una misura senza necessità di campioni di sangue.
Il principio di funzionamento si basa sull’analisi ottica della pelle. Il dispositivo viene appoggiato delicatamente sulla cute del neonato, generalmente in sedi come la fronte o lo sterno, ed emette impulsi di luce a diverse lunghezze d’onda. Parte della luce penetra nei tessuti cutanei e viene assorbita o riflessa in funzione della concentrazione di bilirubina presente. Un sensore rileva la luce riflessa e, attraverso algoritmi di elaborazione, il dispositivo stima il livello di bilirubina totale.
Questa tecnologia sfrutta le proprietà ottiche della bilirubina e la sua distribuzione nei tessuti sottocutanei, permettendo una valutazione rapida e ripetibile. Il risultato viene fornito in pochi secondi, rendendo il bilirubinometro transcutaneo particolarmente utile per il monitoraggio seriale, senza sottoporre il neonato a ripetuti prelievi.
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Miscelatori aria/ossigeno di precisione per la preparazione di miscele gassose a concentrazione controllata nell'assistenza respiratoria neonatale.
Il blender, o miscelatore di aria e ossigeno, è un dispositivo utilizzato per erogare una miscela di gas medicali con una concentrazione di ossigeno (FiO₂) controllata e precisa. È ampiamente impiegato in ambito neonatale, dove il bilanciamento tra ossigeno e aria ambiente rappresenta un elemento critico per la sicurezza del paziente.
Il principio di funzionamento si basa sulla miscelazione di due fonti di gas — aria compressa e ossigeno — attraverso un sistema di regolazione che consente di impostare la percentuale desiderata di ossigeno nella miscela finale. L’operatore seleziona il valore di FiO₂ tramite un comando graduato, e il dispositivo provvede a combinare i due flussi mantenendo la concentrazione impostata in modo stabile.
All’interno del blender sono presenti meccanismi che garantiscono un equilibrio tra le pressioni dei gas in ingresso, condizione necessaria per ottenere una miscelazione accurata. La miscela prodotta può essere utilizzata in diversi contesti clinici, come il supporto ventilatorio, la somministrazione di ossigeno tramite cannule o maschere, oppure in associazione a sistemi di rianimazione neonatale.
Alcuni sistemi possono essere dotati di flussimetri integrati o essere collegati a dispositivi di umidificazione e riscaldamento dei gas, migliorando il comfort e la tollerabilità della somministrazione.
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Prodotti per la care neonatale: nidi, supporti per posizionamento, coperte contenitive e accessori per il comfort e lo sviluppo del neonato.
La care neonatale comprende l'insieme di dispositivi e ausili progettati per supportare lo sviluppo neuro-comportamentale del neonato ricoverato in terapia intensiva. L'approccio alla developmental care riconosce che l'ambiente della TIN può rappresentare una fonte di stress significativa per il neonato prematuro.
I sistemi di posizionamento e contenimento, come nidi, cuscini sagomati e cinture, favoriscono una postura fisiologica del neonato, riducendo lo stress posturale e promuovendo l'organizzazione motoria. Il nesting riproduce il contenimento uterino, contribuendo alla stabilità dei parametri vitali e alla qualità del sonno.
Le protezioni acustiche riducono l'esposizione del neonato al rumore ambientale. L'insieme di questi ausili contribuisce a creare un ambiente più favorevole allo sviluppo del neonato prematuro durante la degenza ospedaliera.
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Centrifuga per la preparazione dei campioni di sangue capillare necessari per l'analisi della bilirubina.
La centrifuga per microcampioni è un dispositivo utilizzato per la separazione delle componenti del sangue prelevato in quantità ridotte, tipicamente da campioni capillari neonatali. La centrifugazione consente di ottenere siero o plasma necessario per diverse analisi biochimiche.
In ambito neonatale, la centrifuga opera con volumi dell'ordine dei microlitri, contenuti in capillari di vetro o microtubi. La velocità e la durata della centrifugazione sono ottimizzate per una separazione efficiente nel minor tempo possibile.
L'utilizzo presso i Point-of-Care, in associazione con il bilirubinometro capillare, consente la determinazione della bilirubina direttamente nel reparto.
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Sistema DCC (Delayed Cord Clamping) per il clampaggio ritardato del cordone ombelicale, progettato per favorire la transizione neonatale in sicurezza.
L’apparecchio per il taglio ritardato del cordone ombelicale e la rianimazione a cordone integro è progettato per consentire l’assistenza al neonato immediatamente dopo la nascita senza interrompere precocemente il collegamento con la placenta. Questo approccio si basa sull’evidenza che il mantenimento del flusso ematico placentare nei primi minuti di vita può favorire una migliore stabilizzazione emodinamica e respiratoria, oltre a contribuire a un più adeguato apporto di volume sanguigno.
Il funzionamento di questi dispositivi ruota attorno alla possibilità di avvicinare e mantenere il neonato in prossimità della madre, garantendo al contempo un ambiente idoneo alle manovre assistenziali. La struttura è costituita da una piattaforma regolabile in altezza e posizione, che consente di adattarsi alle diverse situazioni del parto. In questo modo, il cordone ombelicale rimane integro e non viene sottoposto a trazione, preservando la continuità del circolo feto-placentare.
Sono previste configurazioni con sistemi per il supporto respiratorio e la rianimazione neonatale. Il dispositivo può includere supporti per fonti di gas medicali, sistemi di ventilazione manuale o assistita, e strumenti per la gestione delle vie aeree. Ciò permette di iniziare tempestivamente eventuali manovre rianimatorie senza la necessità di trasferire il neonato su un’isola neonatale tradizionale, evitando così un’interruzione precoce del flusso placentare.
Ulteriori configurazioni possono comprendere il monitoraggio dei parametri vitali e soluzioni per l’osservazione continua del neonato, consentendo al personale sanitario di valutare in tempo reale l’evoluzione clinica durante la fase di transizione.
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Sistemi di fototerapia a fibre ottiche per il trattamento dell'ittero neonatale, utilizzabili anche durante il contatto pelle a pelle.
La lampada per fototerapia a fibre ottiche è un dispositivo utilizzato nel trattamento dell’iperbilirubinemia neonatale, basato sull’emissione di luce terapeutica attraverso un sistema flessibile che consente il contatto diretto con il neonato. A differenza delle lampade tradizionali, in cui la luce viene irradiata dall’alto, questo sistema permette una somministrazione più localizzata e continua della fototerapia.
Il principio di funzionamento è analogo a quello delle altre forme di fototerapia: la luce, nello spettro blu, induce una trasformazione della bilirubina in composti idrosolubili che possono essere eliminati più facilmente dall’organismo. Tuttavia, nel caso delle fibre ottiche, la luce viene trasmessa da una sorgente luminosa a un cuscinetto o materassino attraverso un fascio di fibre, che distribuiscono in modo uniforme l’energia luminosa sulla superficie a contatto con il neonato.
Questo cuscinetto luminoso viene posizionato direttamente sotto o attorno al neonato, consentendo un’esposizione continua anche durante il contatto con i genitori o l’allattamento. La modalità di erogazione “a contatto” riduce la dispersione della luce nell’ambiente e limita l’esposizione di aree non interessate, migliorando l’efficienza del trattamento.
Molti modelli integrano un radiometro per la misurazione del corretto funzionamento e dell’efficacia delle lampade per fototerapia, oppure per impostare il livello erogato in base all’intensità misurata.
Termini correlati: fototerapia, fototerapie, fototerapia a fibre ottiche, materasso fototerapia, ittero neonatale, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice
Sistema di fototerapia a tunnel a 360 gradi per il trattamento intensivo dell'iperbilirubinemia neonatale grave.
La lampada per fototerapia a 360° è un dispositivo progettato per il trattamento dell’iperbilirubinemia neonatale che consente un’irradiazione completa e uniforme del neonato su tutta la superficie corporea. A differenza dei sistemi tradizionali, in cui la luce proviene da una o due direzioni, questa configurazione avvolge il neonato con una distribuzione della luce a tutto campo.
Molti modelli integrano un radiometro per la misurazione del corretto funzionamento e dell’efficacia delle lampade per fototerapia, oppure per impostare il livello erogato in base all’intensità misurata.
Termini correlati: fototerapia, fototerapie, fototerapia a tunnel, fototerapia intensiva 360, ittero neonatale grave, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice
Fototerapia dual side per irradiazione simultanea superiore e inferiore, massimizzando l'efficacia del trattamento dell'ittero.
La fototerapia dual side combina l'irradiazione luminosa dall'alto e dal basso, aumentando significativamente la superficie corporea esposta alla luce terapeutica. Questo approccio è particolarmente efficace nel trattamento dell'iperbilirubinemia severa.
La combinazione di una lampada superiore con un pannello inferiore massimizza l'esposizione senza riposizionamento frequente del neonato, riducendo il tempo necessario per ottenere una diminuzione significativa dei livelli di bilirubina.
Molti modelli integrano un radiometro per la misurazione del corretto funzionamento e dell’efficacia delle lampade per fototerapia, oppure per impostare il livello erogato in base all’intensità misurata.
Termini correlati: fototerapia, fototerapie, fototerapia dual side, fototerapia doppia, ittero neonatale, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice
Sistema di monitoraggio HeRO (Heart Rate Observation) per la rilevazione precoce della sepsi neonatale attraverso l'analisi della variabilita' cardiaca.
Il dispositivo HeRO (Heart Rate Observation) è un sistema progettato per il monitoraggio continuo del neonato con l’obiettivo di individuare precocemente segni indicativi di condizioni patologiche, in particolare la sepsi neonatale. Si tratta di una tecnologia che si basa sull’analisi avanzata della variabilità della frequenza cardiaca, parametro che può riflettere alterazioni fisiologiche anche prima della comparsa di sintomi clinici evidenti.
Il principio di funzionamento del sistema consiste nella raccolta continua dei dati relativi al ritmo cardiaco attraverso elettrodi già utilizzati per il monitoraggio standard. Questi dati vengono elaborati tramite algoritmi specifici che analizzano la variabilità del battito e identificano pattern anomali, come una riduzione della variabilità o la presenza di decelerazioni transitorie. Tali modificazioni possono essere associate a una risposta sistemica dell’organismo, come quella che si verifica nelle infezioni.
Il risultato dell’analisi viene tradotto in un indice numerico, noto come HeRO score, che rappresenta il livello di rischio relativo di sviluppare una condizione patologica nelle ore successive. Questo indice non costituisce una diagnosi, ma un indicatore precoce che può supportare il personale sanitario nella valutazione clinica complessiva del neonato.
Uno degli aspetti rilevanti del dispositivo è la sua capacità di evidenziare alterazioni fisiologiche in una fase molto iniziale, quando i segni clinici sono ancora sfumati o assenti. Questo consente, in alcuni casi, di anticipare l’attenzione clinica e l’eventuale approfondimento diagnostico, contribuendo a una gestione più tempestiva delle condizioni a rischio.
Il sistema si integra con il monitoraggio multiparametrico già presente nelle unità di terapia intensiva neonatale, senza richiedere necessariamente sensori aggiuntivi dedicati. I dati e gli indici elaborati vengono visualizzati su un’interfaccia che consente di seguire l’andamento nel tempo, facilitando l’interpretazione delle tendenze.
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Incubatrici per terapia intensiva neonatale, progettate per mantenere un ambiente termico ottimale e stabile per i neonati prematuri e critici.
L’incubatrice neonatale è un dispositivo fondamentale per l’assistenza dei neonati, in particolare di quelli prematuri o con condizioni cliniche che richiedono un controllo rigoroso dell’ambiente circostante. Il suo principio di funzionamento si basa sulla creazione e sul mantenimento di un microclima stabile all’interno della cosiddetta “campana”, ovvero lo spazio chiuso in cui è posizionato il neonato.
Il mantenimento del microclima interno rappresenta l’aspetto centrale dell’incubatrice. In condizioni fisiologiche, il neonato — soprattutto se prematuro — non è ancora in grado di regolare efficacemente la propria temperatura corporea. L’incubatrice supplisce a questa immaturità attraverso sistemi di riscaldamento e controllo ambientale che permettono di mantenere temperatura, umidità e concentrazione di ossigeno entro intervalli predefiniti. Sensori dedicati monitorano costantemente questi parametri e regolano automaticamente il funzionamento del sistema per garantire condizioni il più possibile stabili, riducendo lo stress termico e il dispendio energetico del neonato.
Il controllo della temperatura può avvenire attraverso diverse modalità. Alcuni modelli utilizzano un sistema di riscaldamento ad aria convettiva all’interno della campana, mentre altri integrano un materassino riscaldato su cui il neonato è adagiato. Esistono inoltre soluzioni con riscaldamento radiante, che trasferiscono calore in modo diretto senza riscaldare significativamente l’aria circostante. La scelta della modalità dipende dalle esigenze cliniche e dal livello di supporto richiesto.
L’umidità è un altro parametro cruciale del microclima. Un’adeguata umidificazione dell’aria aiuta a ridurre la perdita insensibile di liquidi attraverso la pelle, particolarmente elevata nei neonati prematuri, contribuendo a mantenere l’equilibrio idrico e a proteggere l’integrità cutanea.
Accanto al controllo ambientale, può essere integrato un sistema di monitoraggio multiparametrico che consente la rilevazione continua di parametri vitali come frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno e frequenza respiratoria.
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Sistemi di trasporto neonatale per il trasferimento inter-ospedaliero, equipaggiati con incubatrice, ventilatore e monitor integrati.
Le incubatrici neonatali da trasporto esterno sono sistemi avanzati progettati per garantire la continuità assistenziale durante trasferimenti extraospedalieri, come il trasporto tra diverse strutture sanitarie o da luoghi di emergenza verso centri specializzati. In questi contesti, il mantenimento di un ambiente controllato e la disponibilità di supporti terapeutici completi risultano essenziali per la stabilità clinica del neonato.
Il principio di funzionamento si basa sulla creazione di un microclima protetto all’interno della campana, in grado di mantenere temperatura e livelli di umidità adeguati nonostante le condizioni variabili dell’ambiente esterno. I sistemi di riscaldamento, spesso combinati con ventilazione controllata, compensano le dispersioni termiche legate al trasporto, mentre eventuali moduli di umidificazione contribuiscono a preservare l’equilibrio idrico e la protezione cutanea, soprattutto nei neonati pretermine.
Una caratteristica distintiva di queste incubatrici è la configurabilità in base alle esigenze cliniche. La struttura consente l’integrazione di diversi dispositivi elettromedicali, creando una vera e propria unità di terapia intensiva mobile. Tra gli elementi più comunemente integrabili vi sono ventilatori per il supporto respiratorio, sistemi di aspirazione delle secrezioni, pompe a siringa o a infusione per la somministrazione controllata di farmaci e fluidi, e moduli per l’umidificazione.
In situazioni specifiche, possono essere inclusi anche sistemi per l’ipotermia terapeutica neonatale, utilizzati in particolari condizioni cliniche per il controllo della temperatura corporea.
Dal punto di vista progettuale, queste incubatrici sono realizzate per adattarsi a diversi mezzi di trasporto, come autoambulanze, idroambulanze o elisoccorso, e per resistere a vibrazioni e sollecitazioni meccaniche. Allo stesso tempo, garantiscono accessibilità al neonato per eventuali interventi, senza compromettere la stabilità del microclima interno.
La possibilità di soluzioni personalizzate rappresenta un ulteriore aspetto rilevante. La configurazione modulare consente di adattare il sistema alle specifiche necessità operative e cliniche, in funzione del livello di assistenza richiesto e del contesto di utilizzo.
Le incubatrici da trasporto esterno configurabili si configurano come piattaforme integrate per la gestione avanzata del neonato in condizioni critiche durante il trasferimento, combinando protezione ambientale e supporto terapeutico in un unico sistema.
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Incubatrici da trasporto per il trasferimento sicuro dei neonati tra reparti o strutture ospedaliere, con sistema di termoregolazione autonomo.
Le incubatrici neonatali da trasporto interno sono dispositivi progettati per garantire la continuità dell’assistenza al neonato durante gli spostamenti all’interno della struttura sanitaria, ad esempio tra sala parto, terapia intensiva neonatale e reparti diagnostici. In queste fasi, il mantenimento di condizioni ambientali stabili rappresenta un elemento critico, poiché anche brevi variazioni di temperatura e umidità possono influire significativamente sull’equilibrio fisiologico del neonato, in particolare se prematuro.
Il funzionamento di queste incubatrici si basa sulla creazione di un microclima controllato all’interno di una campana chiusa, analogo a quello delle incubatrici stazionarie, ma adattato alle esigenze di mobilità. Il sistema integra unità di riscaldamento e ventilazione che permettono di mantenere una temperatura costante, compensando le dispersioni termiche dovute agli spostamenti e alle variazioni ambientali tra diversi reparti.
Le incubatrici da trasporto sono dotate di sistemi di alimentazione autonomi, che garantiscono il funzionamento continuo dei componenti anche in assenza di collegamento alla rete elettrica. Inoltre, possono integrare supporti per bombole di gas medicali e interfacce per dispositivi di ventilazione, permettendo di mantenere il supporto respiratorio durante tutto il trasferimento.
Dal punto di vista del monitoraggio, questi sistemi possono essere predisposti per l’integrazione con moduli multiparametrici, consentendo la rilevazione continua di parametri vitali quali frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno e attività respiratoria. La struttura è progettata per offrire accessibilità al neonato attraverso oblò o sportelli, mantenendo al contempo la stabilità del microclima interno.
Termini correlati: incubatrice da trasporto, incubatrice da trasporto interno, trasporto neonatale intraospedaliero, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici
Incubatrici ibride che combinano le funzionalita' di incubatrice chiusa e isola neonatale, offrendo massima versatilita' nell'assistenza al neonato.
L’incubatrice neonatale ibrida è un dispositivo progettato per unire in un’unica piattaforma le funzionalità di un’incubatrice chiusa e quelle di un’isola neonatale aperta. Questa doppia configurazione consente di adattare rapidamente l’ambiente assistenziale alle condizioni cliniche del neonato, mantenendo continuità di cura senza necessità di trasferimento.
Il principio di funzionamento si basa sulla possibilità di trasformare la struttura del dispositivo da sistema chiuso, con campana protettiva, a sistema aperto con accesso diretto al neonato. In modalità incubatrice, il dispositivo garantisce un microclima controllato, regolando temperatura, umidità e ossigeno. Questo ambiente è particolarmente indicato per neonati prematuri o instabili, che necessitano di protezione dalle dispersioni termiche e dalle variazioni ambientali.
La caratteristica distintiva delle incubatrici ibride è la transizione rapida tra le due modalità, attivabile tramite un comando dedicato. Con un semplice intervento, la campana può essere sollevata e il sistema passa alla modalità isola neonatale, attivando un sistema di riscaldamento radiante. In questa configurazione, il neonato è completamente accessibile, facilitando l’esecuzione di procedure assistenziali e interventi clinici che richiedono spazio e rapidità di azione.
Il passaggio tra le modalità avviene mantenendo la continuità del supporto termico, evitando brusche variazioni che potrebbero compromettere la stabilità del neonato. I sistemi di controllo gestiscono automaticamente l’adattamento dei parametri, modulando la fonte di calore in funzione della configurazione selezionata.
Questa flessibilità operativa consente di rispondere a diverse esigenze cliniche nel corso del ricovero: dalla fase iniziale, in cui è prioritario il mantenimento di un microclima stabile, a situazioni in cui è necessario un accesso immediato e completo al paziente, come durante manovre di rianimazione o procedure invasive.
Termini correlati: incubatrice ibrida, incubatrici ibride, incubatrice ibrida NBDavid, NBDavid, isola neonatale ibrida, incubatrice convertibile, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto
Isole neonatali riscaldanti ad irraggiamento per procedure di rianimazione, stabilizzazione e cure intensive del neonato, con accesso aperto al paziente.
Le isole neonatali aperte sono dispositivi progettati per fornire supporto termico e assistenziale al neonato in un ambiente completamente accessibile, senza la presenza di una campana chiusa. Sono utilizzate principalmente nelle fasi immediate dopo la nascita, durante le manovre di stabilizzazione e rianimazione, o in tutte quelle situazioni cliniche in cui è necessario un accesso rapido e continuo al paziente. Esistono vari modelli che si possono adattare alla sala parto, sala operatoria, reparto di patologia neonatale, terapia intensiva neonatale o nido.
Il funzionamento si basa generalmente su sistemi di riscaldamento radiante, che trasferiscono calore direttamente al neonato senza riscaldare in modo significativo l’aria circostante. Questo approccio consente di mantenere la temperatura corporea entro range impostati, riducendo il rischio di ipotermia, pur garantendo al personale sanitario piena libertà operativa. Sensori cutanei e sistemi di controllo automatico permettono di modulare l’intensità del calore in base alle condizioni del neonato.
Alcuni modelli possono integrare sistemi di monitoraggio multiparametrico, consentendo la rilevazione continua di parametri vitali come frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno e attività respiratoria. Questo permette una valutazione in tempo reale delle condizioni cliniche del neonato, facilitando interventi tempestivi.
Alcune soluzioni includono modalità operative specifiche, tra cui la cosiddetta modalità “kangaroo”. Questa funzione è pensata per supportare il contatto pelle a pelle tra neonato e genitore, mantenendo al contempo un adeguato supporto termico e il monitoraggio dei parametri vitali. In questo contesto, il dispositivo si adatta per favorire una gestione più fisiologica e relazionale, senza compromettere la sicurezza clinica.
Ulteriori integrazioni possono comprendere sistemi per l’erogazione di gas medicali, dispositivi per la ventilazione e accessori per la gestione delle vie aeree, rendendo l’isola neonatale una postazione completa per l’assistenza immediata.
Termini correlati: isola neonatale, isole neonatali, lettino di rianimazione neonatale, isola di rianimazione, NBDavid, termoregolazione a irraggiamento, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto
Lampade per fototerapia a LED ad alta intensita' per il trattamento dell'iperbilirubinemia neonatale (ittero).
La lampada per fototerapia a stelo è un dispositivo utilizzato nel trattamento dell’iperbilirubinemia neonatale, condizione caratterizzata da un aumento dei livelli di bilirubina nel sangue che può manifestarsi con ittero. Il suo impiego è finalizzato a favorire la trasformazione della bilirubina in forme più facilmente eliminabili dall’organismo, attraverso l’esposizione a una specifica lunghezza d’onda della luce.
Il principio di funzionamento si basa sull’emissione di luce, nello spettro blu-verde, che interagisce con la bilirubina presente nei tessuti cutanei del neonato. Questo processo, noto come fotoisomerizzazione, modifica la struttura della bilirubina rendendola idrosolubile e quindi eliminabile senza necessità di passare attraverso il metabolismo epatico.
La configurazione “a stelo” si riferisce alla struttura del dispositivo, costituita da una base con un supporto verticale regolabile che sostiene il corpo illuminante. Questa architettura consente di posizionare la fonte luminosa sopra il neonato, adattando altezza e inclinazione in base alle esigenze cliniche e al tipo di postazione, come incubatrici o isole neonatali. La regolabilità è un elemento importante per ottimizzare l’efficacia del trattamento, garantendo una distribuzione uniforme della luce sulla superficie corporea.
Molti modelli integrano un radiometro per la misurazione del corretto funzionamento e dell’efficacia delle lampade per fototerapia, oppure per impostare il livello erogato in base all’intensità misurata.
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Materassini riscaldanti per il mantenimento della temperatura corporea del neonato durante il trasporto e le procedure mediche.
Il materassino neonatale riscaldante è un dispositivo utilizzato per garantire il mantenimento della temperatura corporea del neonato, in particolare nelle fasi immediatamente successive alla nascita o durante procedure assistenziali in cui non è possibile utilizzare sistemi chiusi come l’incubatrice. La termoregolazione rappresenta infatti un aspetto critico, soprattutto nei neonati prematuri o a basso peso, che presentano una limitata capacità di conservare il calore.
Il funzionamento del materassino si basa su un sistema di riscaldamento integrato che trasferisce calore per conduzione direttamente al corpo del neonato. Il calore viene generato da elementi riscaldanti interni e distribuito in modo uniforme sulla superficie di contatto, creando una base termicamente controllata su cui il neonato può essere adagiato. Sensori dedicati monitorano costantemente la temperatura del dispositivo, permettendo una regolazione precisa ed evitando variazioni eccessive.
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Monitor multiparametrici neonatali per il monitoraggio continuo di parametri vitali: ECG, SpO2, NIBP, temperatura e respirazione.
I monitor multiparametrici sono dispositivi progettati per la rilevazione continua e simultanea di diversi parametri fisiologici del paziente, rappresentando uno strumento fondamentale in ambito neonatale per la sorveglianza clinica in tempo reale. La loro configurabilità consente di adattare il sistema alle specifiche esigenze assistenziali, selezionando e combinando i parametri più rilevanti in base alle condizioni del neonato.
Il funzionamento si basa sull’acquisizione dei segnali biologici attraverso sensori dedicati applicati al paziente. Tra i parametri più comunemente monitorati vi sono la frequenza cardiaca, la saturazione di ossigeno (SpO₂), la frequenza respiratoria, la pressione arteriosa (invasiva e non invasiva) e la temperatura corporea. I segnali rilevati vengono elaborati in tempo reale dal dispositivo, che li visualizza sotto forma di valori numerici e tracciati grafici, consentendo una valutazione immediata dello stato clinico.
La configurabilità dei monitor permette di integrare moduli aggiuntivi o selezionare specifiche modalità di monitoraggio, adattandosi a diversi livelli di intensità di cura. Questo approccio modulare consente di personalizzare il sistema in funzione delle necessità cliniche, evitando configurazioni standard rigide e favorendo una gestione più mirata del paziente.
I monitor multiparametrici possono essere collegati a una centrale di monitoraggio, che raccoglie e visualizza i dati provenienti da più pazienti contemporaneamente. Questa centrale consente una supervisione centralizzata, permettendo al personale di controllare l’andamento dei parametri anche a distanza dalla postazione del singolo paziente. Le centrali possono inoltre archiviare i dati e visualizzare trend nel tempo, facilitando l’analisi dell’evoluzione clinica.
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Monitor ventilatorio neonatale per il controllo in tempo reale dei parametri respiratori, con analisi grafica di flusso, volume e pressione.
Il monitoraggio ventilatorio neonatale consente la valutazione della meccanica respiratoria del neonato ventilato. Attraverso la misurazione di flusso, volume e pressione nelle vie aeree, il dispositivo fornisce informazioni essenziali per l'ottimizzazione della strategia ventilatoria.
La visualizzazione delle curve di pressione-volume e flusso-volume permette di identificare fenomeni di sovradistensione polmonare, auto-PEEP e aiuta a identificare la strategia di rianimazione migliore.
In ambito neonatale, dove i volumi correnti sono estremamente ridotti, la sensibilità e la precisione del sistema di monitoraggio sono essenziali.
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Sistemi di nebulizzazione per la somministrazione di farmaci aerosol ai neonati, con tecnologia a membrana vibrante per particelle ultrafini.
I sistemi di nebulizzazione mesh a membrana vibrante sono dispositivi utilizzati per la somministrazione di farmaci per via inalatoria, progettati per generare aerosol in modo efficiente e controllato.
Il principio di funzionamento si basa su una membrana sottile, perforata da microfori, che vibra ad alta frequenza grazie a un elemento piezoelettrico. Quando il liquido contenente il farmaco entra in contatto con la membrana, le vibrazioni ne determinano il passaggio attraverso i microfori, trasformandolo in un aerosol costituito da particelle di dimensioni controllate. Questa modalità di generazione consente di ottenere una nebulizzazione uniforme, con una granulometria adeguata a raggiungere le vie respiratorie inferiori.
A differenza dei nebulizzatori pneumatici tradizionali, questi sistemi non richiedono un flusso continuo di gas per funzionare. Ciò permette una maggiore silenziosità e una minore dispersione del farmaco nell’ambiente, contribuendo a migliorare l’efficienza della somministrazione. Inoltre, la produzione di aerosol è generalmente più costante e indipendente dalla posizione del dispositivo.
Termini correlati: Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici, incubatrice da trasporto, incubatrice ibrida, isola neonatale
Rianimatori neonatali per la stabilizzazione respiratoria in sala parto e durante le emergenze, con controllo preciso della pressione e del flusso.
I rianimatori neonatali sono dispositivi utilizzati per fornire supporto ventilatorio manuale o semi-automatico durante la rianimazione del neonato in sala parto o in situazioni di emergenza. Il loro impiego e' previsto dalle linee guida internazionali sulla rianimazione neonatale.
Il principio di funzionamento si basa sull'erogazione di pressioni positive controllate nelle vie aeree del neonato. A differenza del pallone autoespandibile tradizionale, i rianimatori con T-piece permettono un controllo piu' preciso della pressione inspiratoria di picco (PIP) e della pressione positiva di fine espirazione (PEEP).
L'utilizzo di un rianimatore con controllo pressorio e' particolarmente importante nei neonati prematuri, dove l'applicazione di pressioni eccessive puo' determinare danni polmonari.
Termini correlati: rianimazione neonatale, rianimatore neonatale, rianimatore con T-piece, neopuff, rianimazione in sala parto, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale
sistema di termoregolazione servo-controllato progettato per il raffreddamento e il riscaldamento del corpo dei neonati
Il dispositivo per ipotermia neonatale è un sistema di termoregolazione destinato al controllo della temperatura corporea del neonato attraverso una coperta a circolazione di liquido. La tecnologia impiegata utilizza un sistema di refrigerazione che consente di raffreddare o riscaldare il liquido circolante senza ricorrere a refrigeranti tradizionali. Il trasferimento termico avviene per contatto tra la coperta e il corpo del paziente, permettendo una variazione controllata della temperatura in funzione dei parametri impostati.
Il principio di funzionamento si basa sul monitoraggio continuo delle temperature rilevanti per il trattamento. Il sistema può acquisire la temperatura rettale, la temperatura cutanea e la temperatura del liquido nella coperta. In base alla modalità selezionata, la regolazione può avvenire controllando direttamente la temperatura della coperta oppure utilizzando la temperatura rettale come parametro di riferimento per modulare automaticamente il raffreddamento o il riscaldamento.
I possibili utilizzi clinici riguardano principalmente la terapia ipotermica nel neonato, in particolare nei casi in cui sia necessario controllare in modo preciso e prolungato la temperatura corporea centrale. Il sistema può essere impiegato in terapia intensiva neonatale, nei trasporti e in altri ambienti ospedalieri dedicati alla gestione del neonato critico. Può inoltre essere utilizzato in associazione a sistemi di monitoraggio neurologico, come l’elettroencefalografia, nell’ambito della valutazione e del trattamento dell’encefalopatia neonatale.
La configurazione compatta e la possibilità di impiego con accessori dedicati, come carrelli o supporti mobili, consentono l’integrazione del sistema in diversi contesti clinici. L’obiettivo operativo è fornire un controllo termico continuo, regolabile e documentabile, a supporto dei protocolli di trattamento che richiedono raffreddamento terapeutico, mantenimento della temperatura e successivo riscaldamento graduale.
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Sistemi di trasporto neonatale per il trasferimento inter-ospedaliero, equipaggiati con incubatrice, ventilatore e monitor integrati.
Le incubatrici neonatali da trasporto esterno sono sistemi avanzati progettati per garantire la continuità assistenziale durante trasferimenti extraospedalieri, come il trasporto tra diverse strutture sanitarie o da luoghi di emergenza verso centri specializzati. In questi contesti, il mantenimento di un ambiente controllato e la disponibilità di supporti terapeutici completi risultano essenziali per la stabilità clinica del neonato.
Il principio di funzionamento si basa sulla creazione di un microclima protetto all’interno della campana, in grado di mantenere temperatura e livelli di umidità adeguati nonostante le condizioni variabili dell’ambiente esterno. I sistemi di riscaldamento, spesso combinati con ventilazione controllata, compensano le dispersioni termiche legate al trasporto, mentre eventuali moduli di umidificazione contribuiscono a preservare l’equilibrio idrico e la protezione cutanea, soprattutto nei neonati pretermine.
Una caratteristica distintiva di queste incubatrici è la configurabilità in base alle esigenze cliniche. La struttura consente l’integrazione di diversi dispositivi elettromedicali, creando una vera e propria unità di terapia intensiva mobile. Tra gli elementi più comunemente integrabili vi sono ventilatori per il supporto respiratorio, sistemi di aspirazione delle secrezioni, pompe a siringa o a infusione per la somministrazione controllata di farmaci e fluidi, e moduli per l’umidificazione.
In situazioni specifiche, possono essere inclusi anche sistemi per l’ipotermia terapeutica neonatale, utilizzati in particolari condizioni cliniche per il controllo della temperatura corporea.
Dal punto di vista progettuale, queste incubatrici sono realizzate per adattarsi a diversi mezzi di trasporto, come autoambulanze, idroambulanze o elisoccorso, e per resistere a vibrazioni e sollecitazioni meccaniche. Allo stesso tempo, garantiscono accessibilità al neonato per eventuali interventi, senza compromettere la stabilità del microclima interno.
La possibilità di soluzioni personalizzate rappresenta un ulteriore aspetto rilevante. La configurazione modulare consente di adattare il sistema alle specifiche necessità operative e cliniche, in funzione del livello di assistenza richiesto e del contesto di utilizzo.
Le incubatrici da trasporto esterno configurabili si configurano come piattaforme integrate per la gestione avanzata del neonato in condizioni critiche durante il trasferimento, combinando protezione ambientale e supporto terapeutico in un unico sistema.
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Sistemi di trasporto neonatale intra-ospedaliero per spostamenti sicuri del neonato all'interno della struttura sanitaria.
Le incubatrici neonatali da trasporto interno sono dispositivi progettati per garantire la continuità dell’assistenza al neonato durante gli spostamenti all’interno della struttura sanitaria, ad esempio tra sala parto, terapia intensiva neonatale e reparti diagnostici. In queste fasi, il mantenimento di condizioni ambientali stabili rappresenta un elemento critico, poiché anche brevi variazioni di temperatura e umidità possono influire significativamente sull’equilibrio fisiologico del neonato, in particolare se prematuro.
Il funzionamento di queste incubatrici si basa sulla creazione di un microclima controllato all’interno di una campana chiusa, analogo a quello delle incubatrici stazionarie, ma adattato alle esigenze di mobilità. Il sistema integra unità di riscaldamento e ventilazione che permettono di mantenere una temperatura costante, compensando le dispersioni termiche dovute agli spostamenti e alle variazioni ambientali tra diversi reparti.
Le incubatrici da trasporto sono dotate di sistemi di alimentazione autonomi, che garantiscono il funzionamento continuo dei componenti anche in assenza di collegamento alla rete elettrica. Inoltre, possono integrare supporti per bombole di gas medicali e interfacce per dispositivi di ventilazione, permettendo di mantenere il supporto respiratorio durante tutto il trasferimento.
Dal punto di vista del monitoraggio, questi sistemi possono essere predisposti per l’integrazione con moduli multiparametrici, consentendo la rilevazione continua di parametri vitali quali frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno e attività respiratoria. La struttura è progettata per offrire accessibilità al neonato attraverso oblò o sportelli, mantenendo al contempo la stabilità del microclima interno.
Termini correlati: trasporto neonatale, sistema di trasporto neonatale interno, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici, incubatrice da trasporto
Sistemi di umidificazione riscaldata per i circuiti respiratori neonatali, garantendo un'umidificazione ottimale dei gas inspirati.
L'umidificazione dei gas respiratori è un aspetto fondamentale nella gestione del paziente neonatale sottoposto a supporto respiratorio. L'erogazione di gas secchi e freddi nelle vie aeree può determinare danni alla mucosa tracheobronchiale e compromissione della clearance mucociliare.
Gli umidificatori riscaldati attivi generano vapore acqueo che viene introdotto nel circuito respiratorio, portando il gas inspirato a valori di temperatura e umidità prossimi a quelli fisiologici.
In neonatologia, l'umidificazione assume particolare rilevanza nei neonati prematuri, la cui immaturità della barriera cutanea e delle vie aeree li rende particolarmente vulnerabili alle perdite insensibili di acqua.
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Ventilatori neonatali per il supporto respiratorio avanzato, con modalita' di ventilazione convenzionale e ad alta frequenza.
La ventilazione neonatale comprende l'insieme delle tecniche e dei dispositivi utilizzati per supportare la funzione respiratoria del neonato, in particolare del prematuro, la cui immaturita' polmonare puo' comportare un'insufficienza respiratoria significativa.
I ventilatori neonatali sono progettati per erogare volumi correnti estremamente ridotti con elevata precisione, adattandosi alle caratteristiche fisiologiche del polmone neonatale. Le modalita' ventilatorie disponibili comprendono la ventilazione a pressione positiva continua (CPAP), la ventilazione meccanica convenzionale e la ventilazione ad alta frequenza oscillatoria (HFOV).
Il monitoraggio continuo dei parametri ventilatori consente all'operatore di ottimizzare il supporto ventilatorio riducendo il rischio di barotrauma e volutrauma polmonare.
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Videolaringoscopi per l'intubazione neonatale, con visualizzazione diretta delle vie aeree per procedure piu' sicure e precise.
Il videointubatore neonatale è un dispositivo utilizzato per facilitare l’intubazione tracheale, una procedura che consente di garantire e mantenere la pervietà delle vie aeree, particolarmente critica in ambito neonatale e pediatrico in condizioni di emergenza o anestesia.
Il principio di funzionamento si basa sull’integrazione di un sistema ottico digitale all’interno della lama. A differenza dei laringoscopi tradizionali, che richiedono una visualizzazione diretta delle strutture anatomiche attraverso la linea di vista dell’operatore, il videointubatore utilizza una microcamera posizionata in prossimità dell’estremità distale del dispositivo. L’immagine viene trasmessa in tempo reale a un monitor, permettendo una visione indiretta ma amplificata e più dettagliata delle vie aeree.
Questa modalità di visualizzazione consente di identificare con maggiore precisione strutture come epiglottide e corde vocali, anche in condizioni anatomiche difficili o in presenza di limitazioni nella mobilità del paziente. Il miglioramento della visibilità può contribuire a ridurre il numero di tentativi di intubazione e il rischio di traumi alle vie aeree.
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Terapia Intensiva
Miscelatori aria/ossigeno ad alta precisione per la preparazione di miscele gassose nell'assistenza respiratoria in area critica.
I miscelatori di aria e ossigeno, comunemente definiti “blender”, sono dispositivi utilizzati per erogare una miscela di gas medicali con una concentrazione di ossigeno controllata e stabile. Sono impiegati in numerosi contesti clinici, dall’ossigenoterapia di base fino al supporto respiratorio avanzato, e possono essere utilizzati su pazienti di tutte le età, dall’ambito neonatale fino all’adulto.
Il principio di funzionamento si basa sulla combinazione di due fonti di gas: aria compressa e ossigeno. Il dispositivo consente di impostare con precisione la frazione inspirata di ossigeno (FiO₂) desiderata, regolando il rapporto tra i due flussi. All’interno del blender, sistemi meccanici o pneumatici garantiscono che le pressioni dei gas in ingresso siano bilanciate, condizione essenziale per ottenere una miscela accurata e costante nel tempo.
Una volta impostata la FiO₂, il dispositivo mantiene il valore selezionato anche in presenza di variazioni del flusso richiesto a valle, assicurando così una somministrazione affidabile. Questa caratteristica è particolarmente importante nei contesti in cui la precisione della concentrazione di ossigeno influisce direttamente sulla gestione clinica, come nelle insufficienze respiratorie acute o croniche.
I blender possono essere utilizzati in combinazione con diversi dispositivi: ventilatori, sistemi per terapia ad alti flussi, circuiti di rianimazione o semplici sistemi di erogazione tramite maschere e cannule. In molti casi sono associati a flussimetri, umidificatori e riscaldatori dei gas, per fornire una miscela non solo con la corretta concentrazione di ossigeno, ma anche adeguatamente condizionata in termini di temperatura e umidità.
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Monitor multiparametrici per terapia intensiva adulta con monitoraggio avanzato di ECG, SpO2, CO2, pressioni invasive e parametri emodinamici.
I monitor multiparametrici sono dispositivi progettati per la rilevazione continua e simultanea di diversi parametri fisiologici del paziente, utilizzati in molteplici contesti clinici, dall’area critica ai reparti di degenza fino agli ambienti ambulatoriali. La loro funzione principale è quella di fornire una visione integrata e in tempo reale dello stato clinico, supportando il personale sanitario nel monitoraggio e nella gestione del paziente.
Il funzionamento si basa sull’acquisizione dei segnali biologici tramite sensori e trasduttori dedicati, applicati direttamente al paziente. Tra i parametri più comunemente rilevati vi sono l’elettrocardiogramma (ECG), la frequenza cardiaca, la saturazione di ossigeno (SpO₂), la pressione arteriosa (invasiva e non invasiva), la frequenza respiratoria e la temperatura corporea. A questi possono aggiungersi ulteriori moduli, come la capnografia, il monitoraggio della gittata cardiaca o della profondità dell’anestesia, in funzione delle esigenze cliniche.
Una caratteristica distintiva di questi sistemi è la configurabilità. I monitor multiparametrici possono essere adattati attraverso moduli hardware e software per includere solo i parametri necessari, oppure per espandere le funzionalità in contesti più complessi, come le unità di terapia intensiva o le sale operatorie. Questo approccio modulare consente una grande flessibilità, permettendo di utilizzare lo stesso tipo di dispositivo su pazienti con esigenze molto diverse, dall’adulto al paziente critico.
I monitor possono essere collegati a una centrale di monitoraggio, che raccoglie e visualizza simultaneamente i dati provenienti da più pazienti. Questa centrale consente una supervisione centralizzata, particolarmente utile in ambienti con più posti letto, come terapie intensive o reparti ad alta intensità di cura. Oltre alla visualizzazione in tempo reale, le centrali permettono la registrazione dei dati, la revisione degli eventi e l’analisi dei trend, offrendo un supporto importante per la valutazione dell’evoluzione clinica.
Termini correlati: Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici, incubatrice da trasporto, incubatrice ibrida, isola neonatale
Sistemi di nebulizzazione per terapia intensiva, con tecnologia a membrana vibrante per l'aerosolterapia durante la ventilazione meccanica.
I sistemi di nebulizzazione mesh a membrana vibrante sono dispositivi utilizzati per la somministrazione di farmaci per via inalatoria, progettati per generare aerosol in modo efficiente e controllato.
Il principio di funzionamento si basa su una membrana sottile, perforata da microfori, che vibra ad alta frequenza grazie a un elemento piezoelettrico. Quando il liquido contenente il farmaco entra in contatto con la membrana, le vibrazioni ne determinano il passaggio attraverso i microfori, trasformandolo in un aerosol costituito da particelle di dimensioni controllate. Questa modalità di generazione consente di ottenere una nebulizzazione uniforme, con una granulometria adeguata a raggiungere le vie respiratorie inferiori.
A differenza dei nebulizzatori pneumatici tradizionali, questi sistemi non richiedono un flusso continuo di gas per funzionare. Ciò permette una maggiore silenziosità e una minore dispersione del farmaco nell’ambiente, contribuendo a migliorare l’efficienza della somministrazione. Inoltre, la produzione di aerosol è generalmente più costante e indipendente dalla posizione del dispositivo.
Termini correlati: Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici, incubatrice da trasporto, incubatrice ibrida, isola neonatale
Sistemi di umidificazione attiva per circuiti ventilatori in terapia intensiva, con controllo preciso di temperatura e umidita'.
Gli umidificatori attivi sono dispositivi utilizzati per condizionare i gas medicali destinati alla somministrazione respiratoria, garantendo un adeguato livello di umidità e temperatura prima che questi raggiungano le vie aeree del paziente. Il loro impiego è particolarmente rilevante in tutti i contesti in cui i gas vengono erogati in modo continuo, come durante ossigenoterapia, ventilazione invasiva e non invasiva o terapia ad alti flussi.
Il principio di funzionamento si basa sul riscaldamento e sull’umidificazione attiva del gas. L’aria e/o l’ossigeno passano attraverso una camera contenente acqua sterile, che viene riscaldata mediante un elemento termico controllato. Il calore favorisce l’evaporazione dell’acqua, arricchendo il gas di umidità. Il sistema regola in modo preciso sia la temperatura sia il grado di umidificazione, mantenendo valori adeguati per prevenire la secchezza delle mucose respiratorie e preservare la funzionalità dell’epitelio bronchiale.
Un aspetto fondamentale è il controllo della temperatura lungo tutto il circuito respiratorio. Per questo motivo, gli umidificatori attivi sono spesso associati a circuiti riscaldati, che evitano la condensazione del vapore acqueo e garantiscono che il gas mantenga le condizioni impostate fino al paziente.
Alcuni modelli più avanzati integrano anche una turbina, permettendo al dispositivo di funzionare non solo come umidificatore, ma anche come generatore di flusso per la terapia ad alti flussi. In queste configurazioni, il sistema è in grado di fornire miscele di gas riscaldate e umidificate a flussi elevati, contribuendo al supporto respiratorio attraverso un miglioramento dell’ossigenazione e della clearance delle vie aeree.
L’integrazione di queste funzioni consente di utilizzare un unico dispositivo per diverse applicazioni cliniche, adattandosi alle esigenze del paziente e semplificando la gestione delle apparecchiature. Inoltre, la regolazione precisa dei parametri permette di personalizzare la terapia, migliorando la tollerabilità e l’efficacia del trattamento.
Termini correlati: Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici, incubatrice da trasporto, incubatrice ibrida, isola neonatale
Ventilatori per terapia intensiva adulta con modalita' avanzate di ventilazione meccanica invasiva e non invasiva.
La ventilazione meccanica in terapia intensiva rappresenta un supporto fondamentale per i pazienti con insufficienza respiratoria. I ventilatori sono progettati per garantire un supporto ventilatorio affidabile e personalizzabile, con modalita' che spaziano dalla ventilazione controllata fino alle modalita' di supporto parziale.
Il monitoraggio integrato dei parametri ventilatori, incluse le curve di pressione, flusso e volume, consente di valutare in tempo reale l'interazione paziente-ventilatore e di ottimizzare i parametri. La disponibilita' di modalita' avanzate permette un graduale svezzamento dal supporto meccanico.
La possibilita' di utilizzare lo stesso ventilatore sia per la ventilazione invasiva che non invasiva consente una gestione flessibile del supporto respiratorio in base all'evoluzione clinica del paziente.
Termini correlati: ventilatore polmonare, ventilatore, ventilazione meccanica, ventilatore terapia intensiva, ventilatore ICU, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice
Emergenza
Monitor multiparametrici per terapia intensiva adulta con monitoraggio avanzato di ECG, SpO2, CO2, pressioni invasive e parametri emodinamici.
I monitor multiparametrici sono dispositivi progettati per la rilevazione continua e simultanea di diversi parametri fisiologici del paziente, utilizzati in molteplici contesti clinici, dall’area critica ai reparti di degenza fino agli ambienti ambulatoriali. La loro funzione principale è quella di fornire una visione integrata e in tempo reale dello stato clinico, supportando il personale sanitario nel monitoraggio e nella gestione del paziente.
Il funzionamento si basa sull’acquisizione dei segnali biologici tramite sensori e trasduttori dedicati, applicati direttamente al paziente. Tra i parametri più comunemente rilevati vi sono l’elettrocardiogramma (ECG), la frequenza cardiaca, la saturazione di ossigeno (SpO₂), la pressione arteriosa (invasiva e non invasiva), la frequenza respiratoria e la temperatura corporea. A questi possono aggiungersi ulteriori moduli, come la capnografia, il monitoraggio della gittata cardiaca o della profondità dell’anestesia, in funzione delle esigenze cliniche.
Una caratteristica distintiva di questi sistemi è la configurabilità. I monitor multiparametrici possono essere adattati attraverso moduli hardware e software per includere solo i parametri necessari, oppure per espandere le funzionalità in contesti più complessi, come le unità di terapia intensiva o le sale operatorie. Questo approccio modulare consente una grande flessibilità, permettendo di utilizzare lo stesso tipo di dispositivo su pazienti con esigenze molto diverse, dall’adulto al paziente critico.
I monitor possono essere collegati a una centrale di monitoraggio, che raccoglie e visualizza simultaneamente i dati provenienti da più pazienti. Questa centrale consente una supervisione centralizzata, particolarmente utile in ambienti con più posti letto, come terapie intensive o reparti ad alta intensità di cura. Oltre alla visualizzazione in tempo reale, le centrali permettono la registrazione dei dati, la revisione degli eventi e l’analisi dei trend, offrendo un supporto importante per la valutazione dell’evoluzione clinica.
Termini correlati: Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici, incubatrice da trasporto, incubatrice ibrida, isola neonatale
Nebulizzatori portatili per la somministrazione rapida di farmaci aerosol in contesti di emergenza e trasporto.
I sistemi di nebulizzazione mesh a membrana vibrante sono dispositivi utilizzati per la somministrazione di farmaci per via inalatoria, progettati per generare aerosol in modo efficiente e controllato.
Il principio di funzionamento si basa su una membrana sottile, perforata da microfori, che vibra ad alta frequenza grazie a un elemento piezoelettrico. Quando il liquido contenente il farmaco entra in contatto con la membrana, le vibrazioni ne determinano il passaggio attraverso i microfori, trasformandolo in un aerosol costituito da particelle di dimensioni controllate. Questa modalità di generazione consente di ottenere una nebulizzazione uniforme, con una granulometria adeguata a raggiungere le vie respiratorie inferiori.
A differenza dei nebulizzatori pneumatici tradizionali, questi sistemi non richiedono un flusso continuo di gas per funzionare. Ciò permette una maggiore silenziosità e una minore dispersione del farmaco nell’ambiente, contribuendo a migliorare l’efficienza della somministrazione. Inoltre, la produzione di aerosol è generalmente più costante e indipendente dalla posizione del dispositivo.
Termini correlati: Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici, incubatrice da trasporto, incubatrice ibrida, isola neonatale
Sistemi di trasporto STEN (Servizio Trasporto Emergenza Neonatale) completamente equipaggiati per il trasferimento di pazienti critici.
Le incubatrici neonatali da trasporto esterno sono sistemi avanzati progettati per garantire la continuità assistenziale durante trasferimenti extraospedalieri, come il trasporto tra diverse strutture sanitarie o da luoghi di emergenza verso centri specializzati. In questi contesti, il mantenimento di un ambiente controllato e la disponibilità di supporti terapeutici completi risultano essenziali per la stabilità clinica del neonato.
Il principio di funzionamento si basa sulla creazione di un microclima protetto all’interno della campana, in grado di mantenere temperatura e livelli di umidità adeguati nonostante le condizioni variabili dell’ambiente esterno. I sistemi di riscaldamento, spesso combinati con ventilazione controllata, compensano le dispersioni termiche legate al trasporto, mentre eventuali moduli di umidificazione contribuiscono a preservare l’equilibrio idrico e la protezione cutanea, soprattutto nei neonati pretermine.
Una caratteristica distintiva di queste incubatrici è la configurabilità in base alle esigenze cliniche. La struttura consente l’integrazione di diversi dispositivi elettromedicali, creando una vera e propria unità di terapia intensiva mobile. Tra gli elementi più comunemente integrabili vi sono ventilatori per il supporto respiratorio, sistemi di aspirazione delle secrezioni, pompe a siringa o a infusione per la somministrazione controllata di farmaci e fluidi, e moduli per l’umidificazione.
In situazioni specifiche, possono essere inclusi anche sistemi per l’ipotermia terapeutica neonatale, utilizzati in particolari condizioni cliniche per il controllo della temperatura corporea.
Dal punto di vista progettuale, queste incubatrici sono realizzate per adattarsi a diversi mezzi di trasporto, come autoambulanze, idroambulanze o elisoccorso, e per resistere a vibrazioni e sollecitazioni meccaniche. Allo stesso tempo, garantiscono accessibilità al neonato per eventuali interventi, senza compromettere la stabilità del microclima interno.
La possibilità di soluzioni personalizzate rappresenta un ulteriore aspetto rilevante. La configurazione modulare consente di adattare il sistema alle specifiche necessità operative e cliniche, in funzione del livello di assistenza richiesto e del contesto di utilizzo.
Le incubatrici da trasporto esterno configurabili si configurano come piattaforme integrate per la gestione avanzata del neonato in condizioni critiche durante il trasferimento, combinando protezione ambientale e supporto terapeutico in un unico sistema.
Termini correlati: STEN, sistema di trasporto emergenza neonatale, trasporto neonatale emergenza, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale, incubatrici
Ventilatori da trasporto e per emergenza, compatti e portatili, per il supporto respiratorio in ambulanza e pronto soccorso.
I ventilatori polmonari a turbina per il trasporto sono dispositivi progettati per garantire il supporto respiratorio durante gli spostamenti del paziente, sia in ambito intraospedaliero sia extraospedaliero. Trovano impiego in contesti come ambulanze, idroambulanze ed elisoccorso, dove è necessario assicurare continuità ventilatoria in condizioni ambientali variabili e spesso complesse.
Il principio di funzionamento si basa sull’utilizzo di una turbina interna che genera il flusso di gas necessario alla ventilazione, senza dipendere esclusivamente da fonti esterne di aria compressa. Questo consente al dispositivo di essere più autonomo e versatile, riducendo la necessità di collegamenti a impianti centralizzati e rendendolo particolarmente adatto all’uso in mobilità. L’ossigeno può essere integrato tramite bombole o altre fonti disponibili sul mezzo di trasporto, mentre la turbina garantisce la generazione del flusso.
Questi ventilatori sono in grado di erogare diverse modalità di ventilazione, sia invasive sia non invasive, adattandosi alle condizioni cliniche del paziente. I parametri ventilatori, come pressione, volume, frequenza respiratoria e concentrazione di ossigeno, possono essere impostati e monitorati con precisione, mantenendo la stabilità anche durante il movimento.
Un aspetto fondamentale è la progettazione per ambienti dinamici. I ventilatori da trasporto devono essere resistenti a vibrazioni, urti e variazioni di temperatura e pressione, caratteristiche tipiche dei contesti preospedalieri e dei mezzi di soccorso. Allo stesso tempo, devono essere compatti e facilmente fissabili su barelle o supporti dedicati, garantendo sicurezza sia per il paziente sia per gli operatori.
L’autonomia energetica rappresenta un altro elemento chiave. Questi dispositivi sono dotati di batterie integrate che permettono un funzionamento continuo anche in assenza di alimentazione esterna, con possibilità di ricarica durante il collegamento ai sistemi elettrici dei mezzi di trasporto.
Dal punto di vista del monitoraggio, i ventilatori a turbina includono sistemi per la visualizzazione in tempo reale dei parametri ventilatori e delle condizioni del paziente, oltre a sistemi di allarme per segnalare eventuali anomalie o variazioni critiche.
Termini correlati: ventilatore polmonare, ventilatore da trasporto, ventilatore d'emergenza, ventilazione in emergenza, Euromed, Euromeditaly, dispositivi medici, elettromedicali, apparecchiature elettromedicali, neonatologia, TIN, terapia intensiva neonatale, terapia intensiva, emergenza, rianimazione neonatale, sala parto, incubatrice, incubatrice neonatale
Consumabili
Bracciali per la misurazione non invasiva della pressione arteriosa (NIBP) in taglie neonatali, pediatriche e adulte.
I bracciali NIBP sono componenti fondamentali per la misurazione non invasiva della pressione arteriosa, utilizzati in un’ampia varietà di contesti clinici e su pazienti di tutte le età, dal neonato all’adulto. Il loro funzionamento si basa sul principio dell’occlusione e del successivo rilascio controllato della pressione sull’arteria, consentendo al monitor di rilevare i valori pressori attraverso metodi oscillometrici.
Un aspetto centrale nella progettazione e nell’utilizzo dei bracciali NIBP è rappresentato dal materiale con cui sono realizzati. La scelta dei materiali deve rispondere a esigenze diverse ma complementari: adattabilità anatomica, comfort per il paziente, affidabilità della misura e sicurezza nell’utilizzo, anche in caso di applicazioni ripetute o prolungate.
Per garantire un corretto funzionamento, il bracciale deve aderire in modo uniforme all’arto senza creare punti di pressione eccessivi o pieghe che possano alterare la misurazione. Questo è particolarmente rilevante nei neonati e nei pazienti pediatrici, dove la delicatezza della pelle e le dimensioni ridotte richiedono materiali morbidi, flessibili e atraumatici. Nei pazienti adulti, invece, è importante che il materiale mantenga resistenza e stabilità anche su circonferenze maggiori, assicurando una distribuzione omogenea della pressione.
I bracciali possono essere realizzati in versioni monouso o pluriuso. I modelli monouso utilizzano materiali leggeri e spesso non tessuti, progettati per ridurre il rischio di contaminazione crociata e per garantire un utilizzo sicuro in contesti ad alta rotazione di pazienti. I modelli pluriuso, invece, sono costruiti con materiali più robusti e resistenti, in grado di sopportare cicli ripetuti di pulizia e disinfezione senza perdere le proprie caratteristiche meccaniche.
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Prodotti per la care neonatale: nidi, supporti per posizionamento, coperte contenitive e accessori per il comfort e lo sviluppo del neonato.
La care neonatale comprende l'insieme di dispositivi e ausili progettati per supportare lo sviluppo neuro-comportamentale del neonato ricoverato in terapia intensiva. L'approccio alla developmental care riconosce che l'ambiente della TIN può rappresentare una fonte di stress significativa per il neonato prematuro.
I sistemi di posizionamento e contenimento, come nidi, cuscini sagomati e cinture, favoriscono una postura fisiologica del neonato, riducendo lo stress posturale e promuovendo l'organizzazione motoria. Il nesting riproduce il contenimento uterino, contribuendo alla stabilità dei parametri vitali e alla qualità del sonno.
Le protezioni acustiche riducono l'esposizione del neonato al rumore ambientale. L'insieme di questi ausili contribuisce a creare un ambiente più favorevole allo sviluppo del neonato prematuro durante la degenza ospedaliera.
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Circuiti ventilatori monouso e riutilizzabili per ventilazione neonatale, pediatrica e adulta, con diverse configurazioni.
I circuiti ventilatori sono componenti fondamentali dei sistemi di supporto respiratorio, progettati per convogliare i gas medicali tra il ventilatore e il paziente in modo sicuro ed efficace. La loro configurazione varia in funzione della tipologia di ventilazione — invasiva o non invasiva — e delle specifiche esigenze cliniche, adattandosi a diversi contesti assistenziali.
Dal punto di vista funzionale, il circuito costituisce il collegamento attraverso cui vengono erogati gas con parametri controllati di flusso, pressione, temperatura e umidità. Nei sistemi per ventilazione invasiva, il circuito è generalmente collegato a un tubo endotracheale o a una cannula tracheostomica, mentre nella ventilazione non invasiva si interfaccia con maschere o cannule nasali. La progettazione deve garantire un flusso stabile e ridurre al minimo le resistenze e le perdite.
I circuiti possono essere distinti anche in base alla gestione termica. I circuiti non riscaldati sono utilizzati in situazioni in cui non è necessario un controllo attivo della temperatura dei gas, mentre i circuiti riscaldati integrano elementi riscaldanti lungo il percorso, spesso associati a umidificatori attivi. Questo consente di mantenere i gas a una temperatura adeguata e di prevenire la formazione di condensa, migliorando il comfort del paziente e la funzionalità del sistema.
Un aspetto rilevante è proprio la gestione della condensa. Alcuni circuiti sono progettati con meccanismi anticondensa, che possono includere sistemi di riscaldamento distribuito, materiali isolanti o configurazioni strutturali che limitano l’accumulo di acqua all’interno del circuito. La presenza di condensa può infatti alterare i parametri ventilatori e rappresentare un potenziale rischio di contaminazione.
Dal punto di vista dei materiali, negli ultimi anni sono state introdotte soluzioni che integrano proprietà antibatteriche e antimicrobiche. In particolare, alcuni circuiti sono realizzati con materiali contenenti ioni d’argento, noti per la loro attività antimicrobica. Questa caratteristica contribuisce a ridurre la proliferazione di microrganismi sulla superficie interna del circuito, con un effetto che si mantiene nel tempo e non dipende da trattamenti superficiali temporanei.
La scelta del circuito ventilatorio dipende quindi da molteplici fattori, tra cui il tipo di ventilazione, la durata del trattamento e le condizioni cliniche del paziente. Nel complesso, questi dispositivi rappresentano un elemento essenziale del sistema respiratorio, in cui la qualità dei materiali, la gestione della temperatura e la prevenzione della contaminazione giocano un ruolo determinante per l’efficacia e la sicurezza della terapia.
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Interfacce per ventilazione non invasiva: maschere nasali, cannule, pronge e sistemi CPAP per diverse fasce d'eta'.
Le interfacce per ventilazione comprendono i dispositivi posizionati a contatto con il paziente per l'erogazione del supporto respiratorio. Le principali tipologie includono cannule nasali, prongs nasali e maschere facciali o nasali.
La scelta dell'interfaccia dipende dalla modalità ventilatoria prescritta, dall'anatomia del paziente e dal livello di supporto richiesto.
L'adattamento corretto è essenziale per l'efficacia della ventilazione e per prevenire lesioni cutanee a carico del setto nasale o del volto.
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Interfacce per ventilazione non invasiva neonatale: pronge nasali, maschere e cappucci CPAP specifici per neonati prematuri e a termine.
Le interfacce specifiche per la ventilazione neonatale sono progettate per adattarsi alle ridotte dimensioni anatomiche del neonato, garantendo un contatto efficace senza determinare pressione eccessiva sulle strutture del naso.
Le maschere e le prongs nasali sono disponibili in taglie graduate in base al peso, consentendo una selezione precisa. Il materiale di costruzione, tipicamente silicone morbido, assicura comfort e riduce il rischio di lesioni da pressione.
La corretta gestione delle interfacce, inclusa la rotazione dei punti di contatto e l'ispezione della cute, è una componente fondamentale dell'assistenza infermieristica in TIN.
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Lancette pungitallone per il prelievo di sangue capillare nei neonati, con profondita' di incisione controllata per minimizzare il dolore.
Le lancette pungitallone sono dispositivi monouso utilizzati per il prelievo di sangue capillare dal tallone del neonato, una procedura comunemente eseguita per lo screening neonatale, la determinazione della glicemia e la misurazione della bilirubina. Si tratta di strumenti progettati per garantire un campionamento rapido ed efficace, riducendo al minimo il disagio per il paziente.
Il funzionamento si basa su un meccanismo che consente una penetrazione controllata della cute, con profondità predefinita. Questo aspetto è fondamentale per ottenere un flusso ematico sufficiente all’analisi, evitando al contempo un’eccessiva invasività. Le diverse profondità disponibili permettono di selezionare il dispositivo più adeguato in base al peso e all’età gestazionale del neonato, adattando la procedura alle caratteristiche del paziente.
Un elemento importante nella progettazione di queste lancette è rappresentato dal concetto di taglio controllato. A differenza di una puntura tradizionale, il dispositivo è studiato per effettuare una microincisione precisa e uniforme, riducendo la compressione e il trauma sui tessuti circostanti. Questo approccio contribuisce a rendere il prelievo più atraumatico, favorendo un flusso di sangue più regolare e limitando la necessità di manipolazioni successive, come la spremitura del sito di prelievo.
Le lancette pungitallone integrano dispositivi di sicurezza per evitare l'utilizzo accidentale e la retrazione automatica dell’ago dopo l’attivazione, che riducono il rischio di punture accidentali e garantiscono una gestione più sicura del dispositivo prima e dopo l’uso.
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Plastilina per il posizionamento e la stabilizzazione dei sensori di monitoraggio sui neonati.
La plastilina per capillari è un materiale utilizzato in ambito laboratoristico e neonatale per la chiusura dei tubi capillari contenenti campioni di sangue, in particolare durante procedure come la determinazione dell’ematocrito, bilirubina o la preparazione di campioni per ulteriori analisi.
Il suo impiego è legato alla necessità di sigillare in modo efficace un’estremità del capillare dopo il riempimento con il campione ematico. Inserendo il capillare nella plastilina, si ottiene una chiusura ermetica che impedisce la fuoriuscita del sangue durante le fasi successive, come la centrifugazione. Questo passaggio è essenziale per garantire la corretta separazione delle componenti del sangue e la sicurezza della procedura.
Dal punto di vista delle caratteristiche, la plastilina deve presentare una consistenza adeguata: sufficientemente morbida da permettere l’inserimento del capillare senza danneggiarlo, ma allo stesso tempo abbastanza compatta da garantire una tenuta stabile anche durante rotazioni ad alta velocità. La stabilità del materiale è fondamentale per evitare perdite o contaminazioni del campione.
Un altro aspetto rilevante è l’inerzia chimica. La plastilina utilizzata deve essere compatibile con il campione biologico, senza interagire con il sangue o alterarne le caratteristiche, assicurando così l’affidabilità delle analisi.
Inoltre, il materiale deve mantenere le proprie proprietà nel tempo e in diverse condizioni operative, come variazioni di temperatura o stress meccanico durante la centrifugazione. La facilità di utilizzo e la rapidità di applicazione rappresentano ulteriori elementi importanti, soprattutto in contesti in cui sono richieste procedure rapide e ripetitive.
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Occhialini e protezioni oculari per la fototerapia neonatale, morbidi e confortevoli per proteggere gli occhi del neonato durante il trattamento.
Gli occhialini per la protezione dalla fototerapia neonatale sono dispositivi utilizzati per proteggere gli occhi del neonato durante il trattamento dell’iperbilirubinemia mediante esposizione a luce terapeutica. La loro funzione è quella di schermare le strutture oculari, particolarmente sensibili, dall’irradiazione luminosa, prevenendo possibili effetti dannosi.
Il principio di utilizzo è semplice: gli occhialini vengono posizionati in modo da coprire completamente la regione oculare, creando una barriera tra la luce emessa dal dispositivo di fototerapia e gli occhi del neonato. I materiali impiegati sono progettati per bloccare efficacemente le lunghezze d’onda utilizzate nella terapia, pur mantenendo leggerezza e comfort.
Un aspetto fondamentale riguarda proprio i materiali e il design. Gli occhialini devono essere realizzati con tessuti morbidi, ipoallergenici e traspiranti, per evitare irritazioni cutanee, soprattutto considerando la delicatezza della pelle neonatale. La parte a contatto con il viso è studiata per adattarsi in modo anatomico, garantendo una copertura efficace senza esercitare una pressione eccessiva.
È importante che la schermatura sia completa, evitando infiltrazioni di luce che potrebbero ridurre l’efficacia della protezione. Per questo motivo, la corretta applicazione e il monitoraggio durante la terapia sono parte integrante dell’utilizzo del dispositivo.
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Kit e materiali di consumo per la rianimazione neonatale: maschere, palloni, tubi endotracheali e accessori.
I dispositivi monouso per la rianimazione neonatale comprendono maschere facciali, palloni e valvole per il supporto ventilatorio manuale. Sono progettati per garantire una tenuta efficace sul volto del neonato e un'erogazione controllata dei volumi.
Le maschere sono disponibili in diverse taglie e forme per adattarsi alle variazioni anatomiche in base al peso e all'età gestazionale. Una corretta aderenza è fondamentale per evitare perdite d'aria e garantire una ventilazione efficace.
La disponibilità immediata in sala parto e nelle aree di emergenza è un requisito organizzativo essenziale, poiché la rianimazione deve poter essere avviata entro i primi secondi di vita.
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Scaldatallone monouso per il riscaldamento del tallone neonatale prima del prelievo capillare, favorendo la vasodilatazione.
Lo scaldatallone è un dispositivo utilizzato in ambito neonatale per preparare il sito di prelievo capillare, generalmente il tallone, prima dell’esecuzione di procedure come il pungitallone. Il suo impiego ha lo scopo di migliorare la perfusione locale, facilitando l’ottenimento di un campione ematico adeguato.
Il principio di funzionamento si basa sull’applicazione controllata di calore sulla superficie cutanea. L’aumento della temperatura provoca una vasodilatazione dei capillari, favorendo un maggiore afflusso di sangue nella zona interessata. Questo consente di ottenere un flusso ematico più regolare durante il prelievo, riducendo la necessità di compressione manuale del tallone.
L’utilizzo dello scaldatallone contribuisce a rendere la procedura meno invasiva e più efficace. Una migliore perfusione locale permette infatti di ottenere il campione con minore manipolazione del sito di prelievo, riducendo il rischio di emolisi e migliorando l’affidabilità dei risultati analitici.
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